Nomads: chi siamo


Due persone e una piccola società, "Nomads".
Arianna Dagnino e Stefano Gulmanelli sono entrambi giornalisti, scrittori, studiosi del "transculturalismo", con una particolare propensione a occuparsi di tematiche che riguardano le "faglie" multiculturali, l'impatto socio-culturale dell'innovazione scientifica, i fenomeni di cambiamento indotti dalla complessità della globalizzazione.
Con un po' di prosopopea, amano definirsi "analisti simbolici".

Analista simbolico è, in sostanza, colui che cerca di produrre valore fondato sull'elaborazione delle informazioni.
Il termine fu coniato da Robert Reich ('Work of Nations', 1991) http://distance-ed.bcc.ctc.edu/econ/kst/BriefReign/symbanalydef.htm

Forse l'espressione più semplice - e appropriata - per i Nomads è "interpreti della conoscenza".
Arianna e Stefano al momento vivono ad Adelaide, South Australia, dove sono entrambi impegnati in un PhD presso la University of South Australia. .



Arianna Dagnino


Arianna Dagnino (Genova, 1963) è scrittrice, giornalista e studiosa del cambiamento culturale. Nutre un interesse particolare per i fenomeni "transculturali", le tecno-scienze e le "vision" sul futuro.
Fra le testate con cui ha collaborazioni consolidate ci sono: "L'Espresso", "Nova/Il Sole 24 Ore", "La Stampa", "Panorama Travel", "IL", "First", "Domus", "Elle".
Ha vissuto a lungo a Mosca e Boston - dove ha iniziato la sua carriera giornalistica - e in Africa, dove ha lavorato come corrispondente per numerose testate facendo base a Johannesburg, in Sudafrica. Rientrata in Italia, ha, fra le varie attività, portato avanti consulenze aziendali nel campo della comunicazione online e del webcasting interattivo.
Nel 2008 si è trasferita con il marito e i due figli agli antipodi, in Australia. Attualmente vive ad Adelaide, in South Australia, dove la University of South Australia le ha conferito una Borsa di Studio per un PhD (dottorato di ricerca) in Scrittura Creativa e Letteratura Italiana sulla nascita del "romanzo transculturale".
Il suo primo romanzo, "Fossili", verrà pubblicato in Italia da Fazi Editore nel maggio 2010.
Nell'ambito del giornalismo scientifico ha seguito un corso di genetica e biotech per la comunicazione giornalistica presso l'Università di Pavia.
Ha scritto una serie di saggi, tra cui: "I nuovi nomadi" (Castelvecchi, 1996): la prima teorizzazione in chiave sociologica del neonomadismo come nuovo approccio esistenziale; "Uoma. La fine dei sessi" (Mursia, 2001): un focus sul rapporto uomo/donna e uomo/macchine all'alba della Space Age e delle manipolazioni genetiche; "Jesus Christ Cyberstar. Il Paradiso non può più attendere" (Edra 2002): un eretico pamphlet sui valori della Rete. Ha contribuito a "PopWar: Il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito" (Apogeo/Feltrinelli) di Stefano Gulmanelli.
Nel maggio 2009 "Jesus Christ Cyberstar" è stato tradotto in inglese da Ipoc Press e reso disponibile a livello internazionale, in particolar modo negli Usa.


E-mail: aridag at nomads.it

Link utili:
"I Nuovi Nomadi": www.nomads.it/stories.php?cosa=184&pagina=7&sopra=41=184
"Uoma": www.nomads.it/continua.php?cod=121&pagina=7
"JCC": www.nomads.it/stories.php?cosa=183&pagina=7&sopra=41&sotto=183
"PopWar": www.apogeonline.com/libri/88-503-2155-4/scheda
"JCC" in inglese: http://www.ipocpress.it/eng/home.html
La sua frase preferita, soprattutto quando è in arrivo la primavera: “La felicità è come quando si inghiotte improvvisamente uno spicchio splendente di sole nel pomeriggio” (Katherine Mansfield)

La frase-filosofia di vita che vorrebbe trasmettere ai suoi figli:
"Do not follow where the path may lead,
Go where there is no path and leave a trail" (Ralph Waldo Emerson)
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Stefano Gulmanelli


Stefano Gulmanelli (Jeddah, 1959), dieci anni di management in multinazionale alle spalle e un'altra ventina trascorsi a cavallo fra Medio Oriente, Europa Orientale, Africa subequatoriale e, oggi, Australia - tutte aree lontane dal cosiddetto "centro dell'impero" (o che tale ancora si ritiene) e facenti parti di quella periferia che è però ormai sempre meno periferica.
Analista simbolico, scrittore e collaboratore di testate giornalistiche, usa tempo ed energie per cercare di comprendere i fenomeni di evoluzione, cambiamento e conflitto socio-culturale generati da un lato dall'incontro-scontro delle diversità e dall'altro dalla crescente diffusione delle nuove tecnologie.
Al riguardo Stefano ha:
a) Scritto "PopWar, il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito" (Apogeo, 2003) (www.nomads.it/stories.php?cosa=130&pagina=7&sopra=41&sotto=130) e (www.apogeonline.com/libri/88-503-2155-4/scheda)
b) Tradotto e aggiornato "Future Active" di Graham Meikle ("Disobbedienza Civile Elettronica", Apogeo 2004).
c) Iniziato un PhD in Social Sciences presso la University of South Australia (che gli ha conferito una scholarship) dal titolo "Australia in the XXI century: a consideration of National Security and National Identity"

Vive ad Adelaide, in South Australia, con la moglie e i due figli.

E-mail: stegul at nomads.it
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