L'istruzione del popolo della Rete: classi senza muri e confini
Il Sole 24 Ore
Stefano
29/6/2006


“E’ il meccanismo del guadagnarsi ‘da vivere’ rispondendo a quesiti e risolvendo problemi che affascina i ragazzi” dice a proposito del successo di Whyville Jeff Cooper, specialista in Tecnologia per l’Istruzione e un passato da progettista di Multi-User Virtual Environments (MUVE) per vari istituti scolastici fra cui la Pacific University.
“D’altronde se imparare è il loro ‘lavoro’ perché non pagarli, seppur fittiziamente e in un’economia virtuale?” ammicca Cooper. Ma al di là della veste particolarmente azzeccata della “Città dei Perché”, l’elemento sottostante la potenzialità dei MUVE è la loro capacità di “abbattere le mura di una classe, i confini di uno Stato e le tradizionali barriere che di solito separano i ragazzi in un’attività che è eminentemente ‘collaborativa’ quale è e deve essere l’apprendimento”, dice Cooper. L’altro fattore fondamentale di attrazione dei ragazzi – e dei genitori, che restano attori primari nella scelta delle opzioni educative dei figli – è “la percezione di un ambiente sicuro fornito dai MUVE per lavorare online e relazionarsi virtualmente”, l’opposto di quanto si tende a pensare di strumenti di social network alla “MySpace”.
“Ma siamo solo agli inizi”, dice Cooper, “gli scenari che i MUVE e strumenti affini possono aprire per l’istruzione del futuro di quella che oggi cominciamo a chiamare ‘wired generation’ sono più che mai incoraggianti”. L’evoluzione sarà tale per cui imparare diverrà davvero un’attività globale: “man mano che la tecnologia migliora e il numero degli utenti aumenta possiamo pensare a situazioni in cui uno studente prepara lavori in una lingua e chi ne fruisce li ‘riceve’ in un’altra. O in cui la valutazione della preparazione avviene non con test quantitativi o esami ‘spot’ ma sulla base di un portfolio online (una sorta di CV scolastico ma non solo, multidisciplinare e multimediale, archiviato sul Web – per un esempio si veda www.osportfolio.org, ndr). O infine in cui i corsi e “le classi” si determineranno non sulla base della localizzazione geografica ma riflettendo davvero interessi e capacità di chi li deve seguire”.
Stefano Gulmanelli

Link: http://www.freewebs.com/jeffcooper





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"Quello che del carisma mi incuriosiva era riconducibile a un misto di energia collettiva, di entusiasmo per il cambiamento e di capacità di portare avanti un progetto comune con altri". Questa in sintesi la motivazione primaria che ha spinto Elisabetta Pasini, consulente per l'innovazione e i social trend, a scrivere a quattro mani con Francesco Natili un saggio che sta riscontrando parecchio interesse in Italia: "Carisma. Il segreto del leader" (Garzanti).
Fra le interviste ai vari personaggi (da Alberto Alessi a Bruce Mau, da David Graeber ad Angelo Panebianco) ce n'è una anche ad Arianna Dagnino (come sia finita lì è un mistero), in qualità di "musa ispiratrice" :-)


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Dal West al Web storie di italiani in America capaci ieri e oggi di tentare nuove imprese. Progetto multimediale di Roberto Bonzio.
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Blog sulla Stampa: "La nostra Australia"
Il sito della Stampa ospita il nostro blog-osservatorio su come vanno le cose in Australia e dintorni. In pratica vi racconteremo come vediamo (e come vedono gli australiani) la vita e le cose da quaggiù.
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