Geocaching, con il Gps una e-caccia al tesoro
Il Corriere delle Tlc
Stefano
20/9/2003


Una combinazione di due tecnologie evolute per praticare un gioco fra i più vecchi al mondo.
E’ così - unendo l’uso del Global Positioning System (GPS), il sistema di localizzazione globale a base satellitare alla capacità di comunicazione totale di Internet - che è infatti nato Geocaching, versione riveduta e moderna della tradizionale caccia al tesoro. I praticanti di questo nuovo gioco - che sta letteralmente dilagando (sessantamila adepti sparsi in oltre un centinaio di paesi nel mondo) hanno un loro sito di riferimento – www.geocaching.com – che è anche il punto di partenza delle ‘spedizioni’: consultando sul sito le mappe dei posti in cui sono stati nascosti i ‘tesori’ (che possono essere gli oggetti più vari), questi aspiranti Indiana Jones del XXI secolo possono scegliere l’area di ricerca e anche – grazie ad una accurata descrizione – il tipo di ‘tesoro’ da cacciare (un sistema di rating comunica anche il grado di difficoltà del territorio e della ricerca). Si ottengono così le coordinate – in termini di longitudine e latitudine – della cache (così sono chiamati i tesori, con un termine che in inglese ha una curiosa e, in questo caso, opportuna ambivalenza: informazione memorizzata in linguaggio informatico, e nascondiglio per provviste nel gergo dei trekker). A quel punto, armati di strumento GPS, non resta che partire per la località prescelta e finalmente cercare di mettere le mani sopra al tesoro nascosto. Ma, a differenza dei veri cacciatori di tesori, una volta trovata, i praticanti del geochaching non rimuoveranno la cache. Tutt’al più potranno segnare il proprio nome e le circostanze del ritrovo sul log book che sempre accompagna la cache per poi precipitarsi a raccontare la propria impresa nei forum del sito. Se poi non ci si vuol limitare a cercare i tesori messi dagli altri, si può sempre intraprendere la strada del ‘seminatore’ di cache: basta raccogliere qualche oggetto di cui non si ha particolare bisogno – le cache non vanno rimosse ma è possibile mettere un altro oggetto al posto di quello ritrovato – vagare per un’area a propria scelta alla ricerca del posto giusto, occultare in qualche modo il ‘tesoro’, rilevarne le cooordinate e infine ‘caricare’ il tutto su geocaching.com. Il fenomeno, nato tre anni fa negli USA con la fine della Disponibilità Selettiva (la degradazione del segnale GPS praticata dal Dipartimento della Difesa USA per motivi di sicurezza militare) si sta diffondendo rapidamente anche in Italia: nel mese scorso, complice anche il periodo vacanziero che spinge a lunghe gite lontano dalle città, sono state disseminate nello Stivale una quindicina di nuove cache: dalla ‘Spada nella Roccia’ da ricercarsi nella campagna toscana (N 43° 09.172 E 011° 09.352) al ‘Sentiero della libertà’ posizionato nei pressi dei resti della ‘linea gotica’ sull’appennino emiliano (N 44° 12.547 E 010° 54.846) al difficilissimo ‘Sasso Piatto’ (5 stelle su 5 per difficoltà del territorio) lasciato da Gabriele e Ruggero a 2940 metri, sulle Dolomiti dalle parti di Ortisei (N 46° 30.842 E 011° 42.949).

Link: http://www.geocaching.com





segnalazioni e commenti
"Questo" Sudafrica...
No, questo Sudafrica non lo troverete nell’attualità delle cronache dei mondiali. Questo Sudafrica –quello che Arianna Dagnino mette a fuoco nel suo "Fossili" (lo pubblica Fazi)- è quello delle violente contraddizioni di Johannesburg ma anche del deserto del Kalahari e dei boscimani, delle esplorazioni alla ricerca delle origini della vita, in definitiva del mescolamento fra culture magiche e culture neometropolitane. Metteteci anche un delitto e una storia d’amore, e il ripensamento dell’identità bianca in un paese africano, e metteteci che tutto questo è raccontato al femminile, e abbiamo un romanzo che potremmo definire di avventura antropologica, il respiro serrato dell’azione che si mescola con quello ampio dei luoghi e della storia.

Così Franco Bolelli sulle pagine di "Tutto Milano" (la Repubblica) ha parlato del mio "Fossili".
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Mr Palomar , "Fossili" e i "nomadi culturali"
Fabrizio Pecori, deus ex machina del blog sulla geografia emotiva Mrpalomar (chiaro omaggio a Italo Calvino), parla del romanzo "Fossili" (Fazi Editore) come di una lettura adatta ai "nomadi culturali". Mi ritrovo molto in questa definizione, che si adatta anche alle mie attuali ricerche sul "romanzo transculturale".
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Italians in Fuga: un'intervista
Il sito di Italians in Fuga ha pubblicato un'intervista ad Arianna sulla scelta di trasferirsi agli antipodi, su cosa ha imparato nella sua vita australiana e su quali sorprese le ha riservato il quinto continente.
Testo integrale:
http://www.italiansinfuga.com/2010/06/03/laustralia-vista-da-una-nomade-italiana/
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