Geocaching, con il Gps una e-caccia al tesoro
Il Corriere delle Tlc
Stefano
21/9/2003


Una combinazione di due tecnologie evolute per praticare un gioco fra i più vecchi al mondo.
E’ così - unendo l’uso del Global Positioning System (GPS), il sistema di localizzazione globale a base satellitare alla capacità di comunicazione totale di Internet - che è infatti nato Geocaching, versione riveduta e moderna della tradizionale caccia al tesoro. I praticanti di questo nuovo gioco - che sta letteralmente dilagando (sessantamila adepti sparsi in oltre un centinaio di paesi nel mondo) hanno un loro sito di riferimento – www.geocaching.com – che è anche il punto di partenza delle ‘spedizioni’: consultando sul sito le mappe dei posti in cui sono stati nascosti i ‘tesori’ (che possono essere gli oggetti più vari), questi aspiranti Indiana Jones del XXI secolo possono scegliere l’area di ricerca e anche – grazie ad una accurata descrizione – il tipo di ‘tesoro’ da cacciare (un sistema di rating comunica anche il grado di difficoltà del territorio e della ricerca). Si ottengono così le coordinate – in termini di longitudine e latitudine – della cache (così sono chiamati i tesori, con un termine che in inglese ha una curiosa e, in questo caso, opportuna ambivalenza: informazione memorizzata in linguaggio informatico, e nascondiglio per provviste nel gergo dei trekker). A quel punto, armati di strumento GPS, non resta che partire per la località prescelta e finalmente cercare di mettere le mani sopra al tesoro nascosto. Ma, a differenza dei veri cacciatori di tesori, una volta trovata, i praticanti del geochaching non rimuoveranno la cache. Tutt’al più potranno segnare il proprio nome e le circostanze del ritrovo sul log book che sempre accompagna la cache per poi precipitarsi a raccontare la propria impresa nei forum del sito. Se poi non ci si vuol limitare a cercare i tesori messi dagli altri, si può sempre intraprendere la strada del ‘seminatore’ di cache: basta raccogliere qualche oggetto di cui non si ha particolare bisogno – le cache non vanno rimosse ma è possibile mettere un altro oggetto al posto di quello ritrovato – vagare per un’area a propria scelta alla ricerca del posto giusto, occultare in qualche modo il ‘tesoro’, rilevarne le cooordinate e infine ‘caricare’ il tutto su geocaching.com. Il fenomeno, nato tre anni fa negli USA con la fine della Disponibilità Selettiva (la degradazione del segnale GPS praticata dal Dipartimento della Difesa USA per motivi di sicurezza militare) si sta diffondendo rapidamente anche in Italia: nel mese scorso, complice anche il periodo vacanziero che spinge a lunghe gite lontano dalle città, sono state disseminate nello Stivale una quindicina di nuove cache: dalla ‘Spada nella Roccia’ da ricercarsi nella campagna toscana (N 43° 09.172 E 011° 09.352) al ‘Sentiero della libertà’ posizionato nei pressi dei resti della ‘linea gotica’ sull’appennino emiliano (N 44° 12.547 E 010° 54.846) al difficilissimo ‘Sasso Piatto’ (5 stelle su 5 per difficoltà del territorio) lasciato da Gabriele e Ruggero a 2940 metri, sulle Dolomiti dalle parti di Ortisei (N 46° 30.842 E 011° 42.949).

Link: http://www.geocaching.com





segnalazioni e commenti
The Afrikaner. A Novel
The Afrikaner (Guernica Editions) is a transcultural novel by Arianna Dagnino set in Southern Africa between Johannesburg, Cape Town, the Kalahari Desert and Zanzibar. It starts as an urban thriller, it develops into a road adventure, it acquires the tones of a scientific novel and it ends on a metafictional note.

More succinctly, The Afrikaner is a fiction on South Africa and the destiny its Black, Coloured and White tribes have historically shared and will continue to share under the African sky.

Read the synopsis of the book here: [link]/
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Nomads CA-Culture Lab
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Transcultural Writers and Novels in the Age of Global Mobility
In Transcultural Writers and Novels in the Age of Global Mobility, Arianna Dagnino analyzes a new type of literature emerging from artists’ increased movement and cultural flows spawned by globalization. This “transcultural” literature is produced by authors who write across cultural and national boundaries and who transcend in their lives and creative production the borders of a single culture. Dagnino’s book contains a creative rendition of interviews conducted with five internationally renowned writers—Inez Baranay, Brian Castro, Alberto Manguel, Tim Parks, and Ilija Trojanow—and a critical exegesis reflecting on thematical, critical, and stylistical aspects.

"In this thought-provoking study, Arianna Dagnino is concerned to identify a cohort of writers who, in the ease with which they move between domiciles, languages and cultures, find themselves ahead of the pack in expressing a newly emergent transcultural sensibility. In a series of interviews, intercut with her own diary entries and treated to a light process of fictionalization – which is brought off with a novelist’s skilled hand – five writers present their reflections on their genesis, their present situation, and their future aims in a more and more globalized world, reflections which are never less than interesting and are often far-sighted. Their comments are in turn interrogated by Dagnino and set in a wider framework of transcultural theory. Transcultural Writers and Novels in the Age of Global Mobility is a significant contribution to a growing body of work on the metamorphosis of literary culture in times of dissolving cultural boundaries." – Nobel Laureate J M Coetzee, The University of Adelaide
http://blogs.ubc.ca/transculturalwriters/
http://www.thepress.purdue.edu/titles/format/9781557537065
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