Book-mark: PopWar
Il Mucchio
31/10/2003


Quando nell'articolo su IndyMedia di parla di "attivisti" non si utilizza un termine a caso, bensì quello che gli stessi collaboratori del netwwork usano per autodefinirsi. L’attivista online o netattivista , non è tuttavia soltanto chi scrive articoli sui siti di controinformazione.

Quel termine viene infatti oggi applicato per indicare decine di figure diverse, tutte caratterizzate da una visione libertaria di internet e dal desiderio di utilizzare le nuove tecnologie per scardinare e ribaltare uno status quo di potere, che sia questo relativo al campo dell’informazione della comunicazione, delle libertà personali o del diritto d’autore. La galassia dei netattivisti è in continua espansione e viene oggi raccontata da Popwar, con un intelligente e agile volumetto scritto da Stefano Gulmanelli con la collaborazione di Arianna Dagnino , Facendo un ampio e piacevole uso dell’aneddotica, senza però perdere mai il contatto con la realtà PopWar presenta il fenomeno del netattivismo come una vera e propria guerra, condotta sui mille campi di battaglia del “wardriving” del “file sharing” dell’”haktivismo” delle “street televition” dei “weblog”, Magari un pochino ostico per i non iniziati, se non altro per l’utilizzo di un vocabolario decisamente internettiano, il libro fornisce tuttavia una bussola molto utile per capire il significato delle tecnologie che avanzano, soprattutto quelle che potrebbero avere un notevole impatto sulla “configurazione sociale che ci accompagnerà nel xxi secolo”.





Luca Castelli





segnalazioni e commenti
"Questo" Sudafrica...
No, questo Sudafrica non lo troverete nell’attualità delle cronache dei mondiali. Questo Sudafrica –quello che Arianna Dagnino mette a fuoco nel suo "Fossili" (lo pubblica Fazi)- è quello delle violente contraddizioni di Johannesburg ma anche del deserto del Kalahari e dei boscimani, delle esplorazioni alla ricerca delle origini della vita, in definitiva del mescolamento fra culture magiche e culture neometropolitane. Metteteci anche un delitto e una storia d’amore, e il ripensamento dell’identità bianca in un paese africano, e metteteci che tutto questo è raccontato al femminile, e abbiamo un romanzo che potremmo definire di avventura antropologica, il respiro serrato dell’azione che si mescola con quello ampio dei luoghi e della storia.

Così Franco Bolelli sulle pagine di "Tutto Milano" (la Repubblica) ha parlato del mio "Fossili".
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Mr Palomar , "Fossili" e i "nomadi culturali"
Fabrizio Pecori, deus ex machina del blog sulla geografia emotiva Mrpalomar (chiaro omaggio a Italo Calvino), parla del romanzo "Fossili" (Fazi Editore) come di una lettura adatta ai "nomadi culturali". Mi ritrovo molto in questa definizione, che si adatta anche alle mie attuali ricerche sul "romanzo transculturale".
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Italians in Fuga: un'intervista
Il sito di Italians in Fuga ha pubblicato un'intervista ad Arianna sulla scelta di trasferirsi agli antipodi, su cosa ha imparato nella sua vita australiana e su quali sorprese le ha riservato il quinto continente.
Testo integrale:
http://www.italiansinfuga.com/2010/06/03/laustralia-vista-da-una-nomade-italiana/
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