PopWar Il Corriere delle Telecomunicazioni
10/11/2003
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"Wardriver, cypherpunk, smart mob: chi erano costoro? I nipotini tecnologici dell'agit-prop, la tecnologia fisiologicamente ribelle, compongono un nuovo mondo fatto di categorie assai poco definibili, sfuggente e inquietantemente moderno. Ce lo racconta Stefano Gulmanelli giornalista (fra l'altro "storico" collaboratore della nostra testata), studioso di fenomeni legati al cambiamento e al conflitto culturale e ai mutamenti sociali indotti dalle nuove tecnologie (nonché con dieci anni di multinazionale alle spalle) che con questo libro scritto in collaborazione con Arianna Dagnino, si addentra nel mondo virtuale, ma spesso più reale del reale, che fa della Rete e dei mille possibilità sprigionati dalle nuove tecnologie uno strumento - più o meno consapevole - di guerra al controllo sui caldissimi campi di battaglia della gestione del copyright nell'epoca digitale e del controllo delle infrastrutture di comunicazione. "Popwar", scrive Gulmanelli, "è una guerra di posizione, un lungo e interminabile braccio di ferro, è una sfida perpetua fra Orazi e Curiazi, una corrida in cui tori e toreri continuanno a entrare senza sosta... La "war" è indiscutibilemente, all'ordine costituito. "Prince Wiiliam figlio di Charles e Diana e futruro erede al trono d'Inghilterra... " comincia, un po' come potrebbe cominciare una fiaba, "PopWar". Che prosegue fra freenetwork e sousveillance, scienziati trentacinquenni che formulano leggi imperiture (la legge di Moore) e Armate del copyright come in un viaggio alla Harry Potter in un regno terribilmente concreto e che sta diventando sempre più parte della nostra vita quotidiana".
Roberta Chiti
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segnalazioni e commenti
"Questo" Sudafrica...
No, questo Sudafrica non lo troverete nell’attualità delle cronache dei mondiali. Questo Sudafrica –quello che Arianna Dagnino mette a fuoco nel suo "Fossili" (lo pubblica Fazi)- è quello delle violente contraddizioni di Johannesburg ma anche del deserto del Kalahari e dei boscimani, delle esplorazioni alla ricerca delle origini della vita, in definitiva del mescolamento fra culture magiche e culture neometropolitane. Metteteci anche un delitto e una storia d’amore, e il ripensamento dell’identità bianca in un paese africano, e metteteci che tutto questo è raccontato al femminile, e abbiamo un romanzo che potremmo definire di avventura antropologica, il respiro serrato dell’azione che si mescola con quello ampio dei luoghi e della storia.
Così Franco Bolelli sulle pagine di "Tutto Milano" (la Repubblica) ha parlato del mio "Fossili". [link]
links
Mr Palomar , "Fossili" e i "nomadi culturali"
Fabrizio Pecori, deus ex machina del blog sulla geografia emotiva Mrpalomar (chiaro omaggio a Italo Calvino), parla del romanzo "Fossili" (Fazi Editore) come di una lettura adatta ai "nomadi culturali". Mi ritrovo molto in questa definizione, che si adatta anche alle mie attuali ricerche sul "romanzo transculturale". [link]
Italians in Fuga: un'intervista
Il sito di Italians in Fuga ha pubblicato un'intervista ad Arianna sulla scelta di trasferirsi agli antipodi, su cosa ha imparato nella sua vita australiana e su quali sorprese le ha riservato il quinto continente.
Testo integrale:
http://www.italiansinfuga.com/2010/06/03/laustralia-vista-da-una-nomade-italiana/ [link]
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