PopWar, il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito
Wireless
31/10/2003


Che molte ragazzine siano innamorate del principe William è ben noto. Che a scatenare tanto calore sia il lignaggio del primogenito del principe del Galles, piuttosto che l’aplomb o ancora l’eleganza reale, è argomento da rivista rosa. Ma c’è un aspetto della vicenda che ha spinto Stefano Gulmanelli, nostro collaboratore e autore,
in collaborazione con Arianna Dagnino, del libro ‘PopWar’, appena pubblicato da Apogeo, a occuparsene dedicandovi addirittura l’incipit del volume. Quando una ragazzina individua William, manda immediatamente un messaggio sul cellulare al resto del gruppo di fan di cui fa parte e nel giro di pochi secondi almeno cento ragazze sanno dove si trova il principe e si precipitano nel luogo indicato. Si tratta di una vera e propria
‘smart mob’, di un network di persone che utilizzano mobile devices per organizzare nel mondo azioni collettive e coordinate, nella gran parte dei casi, s’intende, finalizzate a ben altro che l’avvistamento del rampollo reale. Le nuove tecnologie stanno creando le premesse e le potenzialità per un mutamento nello status quo economico-sociale e soprattutto culturale nelle società avanzate. Lo scontro fra le avanguardie dei tecno-libertari e il blocco del Potere è ormai iniziato: il libro di Gulmanelli indica alcune possibili direttrici di sviluppo. ‘PopWar’ si conclude con un glossario di termini tecno-culturali che costituiscono un po’ anche il cuore degli argomenti da noi trattati nella sezione ‘Society’, del quale presentiamo di seguito un estratto.

IL GLOSSARIO DELLA WIRELESS SOCIETY
Camcorder: dall’unione di ‘camera’ e ‘recorder’, indica le telecamere digitali portatili con possibilità diregistrare quanto ripreso

Community-based wireless Lan: termine con cui vengono indicati i network wireless direttamente
gestiti da una comunità o da un gruppo di privati cittadini in modo indipendente e autonomo rispetto alle società di telecomunicazioni

Copyleft: il contrario di ‘copy-right’. È la configurazione di protezione della libertà intellettuale che
garantisce al pubblico la libertà di manipolare, migliorare e ridistribuire un’opera d’autore e tutti i lavori da essa derivati – a patto che le medesime condizioni si applichino alle successive evoluzioni dell’opera. Il concetto nasce nel 1984 con Richard Stallman, che lo utilizza per la distribuzione di software, ma ora è usato anche in riferimento agli altri tipi di opere intellettuali

Cypherpunk: traducibile in punk della cifratura: è colui che - come il criptoanarchico - identifica nella cifratura e nella crittografia gli strumenti principali di lotta NetAttivista

Grid computing: sistema di elaborazione distribuita in cui una rete di computer accede a un server
principale su cui sono archiviati software e dati.‘Grid’ significa griglia.

Honeypot: letteralmente 'tazza di miele'; in sostanza uno specchietto per allodole, vale a dire un
network Wi-Fi pensato e preparato proprio per essere violato

Netizen: cittadino del cyberspazio. Dalla fusione di Net (Rete) e Citizen (Cittadino)

Pervasive computing: è l’idea che praticamente tutto (dai vestiti agli elettrodomestici, dalle automobili agli stessi corpi umani) può essere dotato di hardware e software, affinché possa essere connesso in un mega-network, dove la connessione e la comunicazione fra ogni elemento del network sono sempre possibili e disponibili. Detto anche ‘ubiquitous computing’.

Trackback link: tecnica tipica del blogging, grazie alla quale è possibile risalire a quali weblog hanno inserito link che puntano a quanto pubblicato inizialmente su un proprio weblog per quindi linkarsi automaticamente a queste citazioni

Sniffer: programmi capaci di monitorare la trasmissione dei dati su un network, il che li rende uno strumento principe nell’arsenale di un hacker

Street television: le emittenti e le trasmissioni televisive ‘grass-root’, autogestite comunitariamente e al di fuori dei circuiti della Televisione istituzionale

Wiki: un sito web di scrittura collaborativa. Il termine è usato per indicare anche il software alla base del sito

Documento: Recensione Wireless - Pdf





segnalazioni e commenti
"Questo" Sudafrica...
No, questo Sudafrica non lo troverete nell’attualità delle cronache dei mondiali. Questo Sudafrica –quello che Arianna Dagnino mette a fuoco nel suo "Fossili" (lo pubblica Fazi)- è quello delle violente contraddizioni di Johannesburg ma anche del deserto del Kalahari e dei boscimani, delle esplorazioni alla ricerca delle origini della vita, in definitiva del mescolamento fra culture magiche e culture neometropolitane. Metteteci anche un delitto e una storia d’amore, e il ripensamento dell’identità bianca in un paese africano, e metteteci che tutto questo è raccontato al femminile, e abbiamo un romanzo che potremmo definire di avventura antropologica, il respiro serrato dell’azione che si mescola con quello ampio dei luoghi e della storia.

Così Franco Bolelli sulle pagine di "Tutto Milano" (la Repubblica) ha parlato del mio "Fossili".
[link]


links
Mr Palomar , "Fossili" e i "nomadi culturali"
Fabrizio Pecori, deus ex machina del blog sulla geografia emotiva Mrpalomar (chiaro omaggio a Italo Calvino), parla del romanzo "Fossili" (Fazi Editore) come di una lettura adatta ai "nomadi culturali". Mi ritrovo molto in questa definizione, che si adatta anche alle mie attuali ricerche sul "romanzo transculturale".
[link]

Italians in Fuga: un'intervista
Il sito di Italians in Fuga ha pubblicato un'intervista ad Arianna sulla scelta di trasferirsi agli antipodi, su cosa ha imparato nella sua vita australiana e su quali sorprese le ha riservato il quinto continente.
Testo integrale:
http://www.italiansinfuga.com/2010/06/03/laustralia-vista-da-una-nomade-italiana/
[link]