PopWar, il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito
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31/12/2003


COSCIENTI DELLE OPPORTUNITÀ MESSE A DISPOSIZIONE dalla tecnologia, un numero sempre maggiore di persone da ogni parte del mondo rivendica il diritto alla libera comunicazione, al libero scambio e riproducibilità delle informazioni, alla garanzia della privacy e dell’inviolabilità della sfera personale.
Attorno a questi tre diritti fondamentali si riunisce una nuova forma di attivismo sociale, forte, prorompente e inarrestabile proprio perché strettamente connessa con lo sviluppo veloce delle tecnologie: il netattivismo.PopWar di Stefano Gulmanelli è il libro guida, il capitolo zero, per comprendere usi e costumi del popolo della rete e per osservare, alla fine del viaggio, la reazione dell’ordine costituito: comportamenti isterici e repressivi, manifestazioni di potere per proteggere gli interessi economici delle corporate dell’infotainment (l’industria dell’informazione e dell’entertainment) e delle società produttrici di software.
Dietro a tutto ciò i governi, preoccupati di affermare la visione demiurgica del potere che tutto può e tutto vede, che controlla le informazioni e le vie di comunicazione e che per il bene stesso dei cittadini decide cosa può essere detto e visto. Il libro fa da specchio a coloro che vogliono sentirsi parte di questo cambiamento culturale nel modo di intendere comportamenti e ruoli sociali, per arrivare forse a un diverso rapporto tra massa (in)cosciente e potere costituito; è il tool ideale per conoscere un fenomeno che potrebbe avere nelle sue corde le potenzialità di innescare cambiamenti e processi dagli esiti imprevedibili, fino alla messa in crisi dello status quo.
Un titolo che rivela la doppia natura del libro: è guerra armata, conflitto senza esclusione di colpi (ecco il termine war) tra due opposti sistemi complessi e strutturati su radicali posizioni: da una parte il blocco dicorporate e government chiamato nel libro covernement e dall’altra le schiere anarcoidi del netattivismo che rappresentano secondo l’autore il più importante stato d’animo crescente (da cui il termine pop) del popolo giovane ma non solo. PopWar si snoda descrivendo con lucidità e precisione (moltissimi sono i riferimenti a siti e documentazioni) i vari aspetti del netattivismo: dalle smart mob al fenomeno del wardriving, dai freenetworkall’hacktivismo, dalla sousveillance al filesharing, dalle street television ai weblog. Non rimane che osservare quale delle due parti alla fine sorgerà dalle ceneri di questo conflitto. Stefano Gulmanelli, anni di multinazionali a cavallo tra Europa orientale, Medio Oriente e Africa, collaboratore di varie testate giornalistiche, è oggi studioso dei fenomeni legati ai conflitti culturali e sociali indotti dalle nuove tecnologie.
Marco Mancuso






segnalazioni e commenti
"Questo" Sudafrica...
No, questo Sudafrica non lo troverete nell’attualità delle cronache dei mondiali. Questo Sudafrica –quello che Arianna Dagnino mette a fuoco nel suo "Fossili" (lo pubblica Fazi)- è quello delle violente contraddizioni di Johannesburg ma anche del deserto del Kalahari e dei boscimani, delle esplorazioni alla ricerca delle origini della vita, in definitiva del mescolamento fra culture magiche e culture neometropolitane. Metteteci anche un delitto e una storia d’amore, e il ripensamento dell’identità bianca in un paese africano, e metteteci che tutto questo è raccontato al femminile, e abbiamo un romanzo che potremmo definire di avventura antropologica, il respiro serrato dell’azione che si mescola con quello ampio dei luoghi e della storia.

Così Franco Bolelli sulle pagine di "Tutto Milano" (la Repubblica) ha parlato del mio "Fossili".
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Mr Palomar , "Fossili" e i "nomadi culturali"
Fabrizio Pecori, deus ex machina del blog sulla geografia emotiva Mrpalomar (chiaro omaggio a Italo Calvino), parla del romanzo "Fossili" (Fazi Editore) come di una lettura adatta ai "nomadi culturali". Mi ritrovo molto in questa definizione, che si adatta anche alle mie attuali ricerche sul "romanzo transculturale".
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Italians in Fuga: un'intervista
Il sito di Italians in Fuga ha pubblicato un'intervista ad Arianna sulla scelta di trasferirsi agli antipodi, su cosa ha imparato nella sua vita australiana e su quali sorprese le ha riservato il quinto continente.
Testo integrale:
http://www.italiansinfuga.com/2010/06/03/laustralia-vista-da-una-nomade-italiana/
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