PopWar, il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito Il Sole 24 Ore
10/1/2004
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"Your IP was logged... Scaricare film, mp3 e software è illegale e
perseguibile dalla legge. L'informiamo che è stata fatta una scansione
del suo computer ... e che i contenuti sono stati confiscati come prova
... riceverà maggiori informazioni dall'Fbi...". Il numero di IP
indicato non corrisponde al proprio, scaricare file non è - in termini
assoluti - reato, ma il minaccioso messaggio di posta elettronica
suscita una certa ansia, tanto che si rischia di aprire l'allegato che
diffonderà oltre W32/Sober.c@MM. Il virus, apparso poco prima di Natale,
non fa altro che cercare di propagarsi sfruttando il nostro indirizzario
email. Ma è psicologicamente insidioso: rispetto alla privacy e alla
libertà di acquisizione e riproduzione dell'informazione. Due questioni
che costituiscono, insieme al diritto di accesso alle reti di
comunicazione le principali rivendicazioni del Net-attivismo, cui
Stefano Gulmanelli in collaborazione con Arianna Dagnino ha dedicato un
libretto densissimo di informazioni: PopWar (ed. Apogeo, Milano 2003,
pagg. 166, 13,00). La "Popwar" è un conflitto aperto che ci riguarda
direttamente tra due prospettive opposte: da un lato il potere economico
e politico (il "Covernment") dall'altro gli utenti, da una parte le case
discografiche e cinematografiche, i governi, le leggi protezionistiche e
invasive, preferibilmente formulate nel nome della sicurezza, dall'altra
gli swapper, le persone che scaricano e scambiano file senza pagare, i
"no global" che si coordinano via sms, ma anche i pendolari londinesi
che prima e dopo il lavoro si acquattano presso un'area wi-fi per
navigare mezzora gratis. Da un lato la difesa di poteri consolidati,
dall'altra una visione di tutela dei diritti individuali, di nuove
opportunità sociali, di nuovi modelli di business.
Documento: Jpeg Pagina recensione
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segnalazioni e commenti
"Questo" Sudafrica...
No, questo Sudafrica non lo troverete nell’attualità delle cronache dei mondiali. Questo Sudafrica –quello che Arianna Dagnino mette a fuoco nel suo "Fossili" (lo pubblica Fazi)- è quello delle violente contraddizioni di Johannesburg ma anche del deserto del Kalahari e dei boscimani, delle esplorazioni alla ricerca delle origini della vita, in definitiva del mescolamento fra culture magiche e culture neometropolitane. Metteteci anche un delitto e una storia d’amore, e il ripensamento dell’identità bianca in un paese africano, e metteteci che tutto questo è raccontato al femminile, e abbiamo un romanzo che potremmo definire di avventura antropologica, il respiro serrato dell’azione che si mescola con quello ampio dei luoghi e della storia.
Così Franco Bolelli sulle pagine di "Tutto Milano" (la Repubblica) ha parlato del mio "Fossili". [link]
links
Mr Palomar , "Fossili" e i "nomadi culturali"
Fabrizio Pecori, deus ex machina del blog sulla geografia emotiva Mrpalomar (chiaro omaggio a Italo Calvino), parla del romanzo "Fossili" (Fazi Editore) come di una lettura adatta ai "nomadi culturali". Mi ritrovo molto in questa definizione, che si adatta anche alle mie attuali ricerche sul "romanzo transculturale". [link]
Italians in Fuga: un'intervista
Il sito di Italians in Fuga ha pubblicato un'intervista ad Arianna sulla scelta di trasferirsi agli antipodi, su cosa ha imparato nella sua vita australiana e su quali sorprese le ha riservato il quinto continente.
Testo integrale:
http://www.italiansinfuga.com/2010/06/03/laustralia-vista-da-una-nomade-italiana/ [link]
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