PopWar, il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito Il Sole 24 Ore
3/12/2003
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Tutte le strategie tecnologiche dei "Net-attivisti" trasgressivi
L'innovazione spinta ha creato un nuovo soggetto sociale, il "techno-hacktivista", che interpreta contemporaneamente tre sentimenti: la passione per la tecnologia, la trasgressione hacker e la voglia di agire. Gli adepti si trovano nelle giovani generazioni impegnate nel sociale, ma anche avverse a tutto ciò che è istituzionale o che rientra nell'ordine costituito. Il movimento no-global e i social-forum esprimono buona parte del techno-hacktivismo o Net-attivismo. Al fenomeno Stefano Gulmanelli dedica un interessante saggio. Le strategie utilizzate si chiamano Smart Mob, la comunicazione veloce con cellulari, computer... per mobilitare sciami di persone su un obiettivo (si pensi alle contestazioni di Davos, Genova, Praga); Wardriving, il vagabondaggio nei quartieri alla caccia delle onde radio della Wireless local area network istallate nelle case, negli uffici e nei coffee shop per entrare gratuitamente in rete; Freenetwork, praticato da gruppi libertari dell'etere che offrono disponibilità di banda e connessione. Sono solo tre esempi - Gulmanelli li scandaglia tutti con dovizie di particolari - ma indicativi della guerra aperta che si combatte per la riproducibilità dell'informazione, l'inviolabilità e il diritto alla comunicazione.
di Giovanni Santambrogio
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segnalazioni e commenti
"Questo" Sudafrica...
No, questo Sudafrica non lo troverete nell’attualità delle cronache dei mondiali. Questo Sudafrica –quello che Arianna Dagnino mette a fuoco nel suo "Fossili" (lo pubblica Fazi)- è quello delle violente contraddizioni di Johannesburg ma anche del deserto del Kalahari e dei boscimani, delle esplorazioni alla ricerca delle origini della vita, in definitiva del mescolamento fra culture magiche e culture neometropolitane. Metteteci anche un delitto e una storia d’amore, e il ripensamento dell’identità bianca in un paese africano, e metteteci che tutto questo è raccontato al femminile, e abbiamo un romanzo che potremmo definire di avventura antropologica, il respiro serrato dell’azione che si mescola con quello ampio dei luoghi e della storia.
Così Franco Bolelli sulle pagine di "Tutto Milano" (la Repubblica) ha parlato del mio "Fossili". [link]
links
Mr Palomar , "Fossili" e i "nomadi culturali"
Fabrizio Pecori, deus ex machina del blog sulla geografia emotiva Mrpalomar (chiaro omaggio a Italo Calvino), parla del romanzo "Fossili" (Fazi Editore) come di una lettura adatta ai "nomadi culturali". Mi ritrovo molto in questa definizione, che si adatta anche alle mie attuali ricerche sul "romanzo transculturale". [link]
Italians in Fuga: un'intervista
Il sito di Italians in Fuga ha pubblicato un'intervista ad Arianna sulla scelta di trasferirsi agli antipodi, su cosa ha imparato nella sua vita australiana e su quali sorprese le ha riservato il quinto continente.
Testo integrale:
http://www.italiansinfuga.com/2010/06/03/laustralia-vista-da-una-nomade-italiana/ [link]
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