E tu fai social network?
Glamour
Arianna
1/11/2004


Addio passaparola: oggi "l'amico dell'amico" si incontra in Rete. Per trovare lavoro, scambiarsi opinioni, dare vita a nuovi rapporti basati sulla fiducia. Da Roma a... New York.

Cosa sono i social network
Sono il nuovo fenomeno emergente di Internet e, per loro natura, sono particolarmente adatti a sfruttare l’architettura della Rete, capace di creare relazioni e interazioni fra persone lontane e sconosciute fra loro.


Stiamo parlando dei “social network”, le “reti relazionali” create da persone che si connettono fra loro per interessi comuni o motivi professionali e alle quali si è ammessi in genere su invito personale di uno dei membri che già ne fanno parte. Semplificando un po’, è la versione informatizzata del passaparola e del modello relazionale tipicamente “mediterraneo”, quello per intenderci secondo il quale “gli amici degli amici sono anche i miei amici”.
Una rete umana, quindi, che poggia su relazioni “fidate”: chiunque all’interno del network ha la personale fiducia di almeno un altro membro, quello che lo ha invitato nella cerchia e che, per certi aspetti, garantisce per lui verso il resto della comunità.

La teoria dei sei gradi di separazione
Il principio ispiratore dei social network è la famosa teoria dei sei gradi di separazione (enunciata da Stanley Milgram già nel 1967), secondo la quale grazie a persone legate fra loro da conoscenza reciproca, è possibile contattare chiunque nel mondo con non più di cinque passaggi ‘intermedi’. Un esempio pratico? Prendiamo un social network fra i più noti, Friendster: se al primo grado un iscritto conta 15 contatti diretti fra amici, colleghi e soci in affari, al secondo grado potrebbe già averne oltre 200, al terzo grado oltre 20mila e al quarto grado oltre 200mila, sparpagliati un po’ ovunque nel mondo. In altre parole con soli tre passaggi intermedi un membro ha l’opportunità di contattare oltre 200mila persone rilevanti per interesse, settore o professione.
Con tutti I problemi che ciò potrebbe comportare: “Se tutti quelli a quattro –e figuriamoci a sei! - gradi di separazione da noi fossero in grado di porsi alla nostra attenzione saremmo finiti!” scherza ma nemmeno troppo Clay Shirky, grande esperto di questioni online e membro dell’esclusivo GBN Network (Global Business Network, www.gbn.org).

Ma a cosa servono i social network?
Una volta che si è entrati nel circuito di relazioni fidate generato da un social network diventa molto più facile instaurare nuove amicizie e, soprattutto, trovare opportunità di lavoro e di affari. Lo dimostrano l’enorme successo e la rapidissima crescita di social network “business oriented” come gli americani Ryze o LinkedIn (vedi box), le cui reti di connessioni si sono diffuse su tutti e cinque i continenti e hanno a loro volta ispirato la nascita di network professionali nazionali, come BizBureau in Italia. “Quello che una volta era il giro di conoscenze e amicizie che permetteva di attivare contatti di lavoro grazie all’amico che ti presentava a un’altra persona di sua conoscenza oggi si chiama social network: è la versione moderna del concetto di ‘referenza’”, dice Clay Shirky. Ne sa qualcosa Matteo Rizzi, co-fondatore (insieme a Federico Ciardelli, Daniele e Massimo Franza) di Italians Online (vedi box), che su Linkedin ha trovato contatti utilissimi per promuovere l’iniziativa, “tanto da mettere in cantiere un business network per italiani nel mondo legato al nostro portale”. Ma c’è di più: “Paradossalmente, se si lavora per un agrande azienda – com’è il mio caso”, racconta Rizzi, “è più facile entrare in contatto con colleghi di lavoro via LinkedIn che via posta interna. Perché esistere su un network del genere significa, per definizione, voler condividere i propri contatti con gli altri e non tenerli per sé, quindi è indice di una apertura mentale sopra la media”.


STORIA NUMERO 1
Caterina Piras, PR, 31 anni, è stata fra i primi beta-tester che a giugno, su invito di una collega, hanno provato a entrare nel nuovo social network di SuperEva.com. “Ho già conosciuto virtualmente una trentina di persone”, racconta, “con alcuni ho iniziato, sempre all'interno del network, una fitta corrispondenza via mail. Sono perfino entrata in contatto con una persona che abita nella mia cittadina, e nessuno dei due conosceva l'altro: si è creata una situazione molto simpatica. Invitare gli amici più cari è stata una delle prime cose che ho fatto dopo aver capito i meccanismi di www.superEva.com.
Cosa ti ha colpito in particolar modo di questo nuovo strumento di
relazione?
“La sua immediatezza prima di tutto. E la schiettezza nei rapporti: non è come una semplice chat, dove la maggior parte delle persone fingono di essere qualcun altro; i presupposti sono completamente diversi, sembra che qui ognuno sia se stesso e pronto a mettersi in gioco.
Quali sono le applicazioni che hai utilizzato di più?
I miei interessi personali mi hanno portato verso le community, da quella
dedicata all'arte rinascimentale a quella più simpatica sui balli
latino-americani. Puoi parlare di ogni argomento, confrontandoti con
appassionati o neofiti.
Credi che potrà esserti utile anche in campo lavorativo una volta che
verrà aperta la sezione "lavoro" e in che modo?
Personalmente penso che potrebbe diventare una sezione decisamente
Visitata. Già ora che la sezione non è ancora attiva, ho fatto conoscenze utili dal punto di vista lavorativo: ad esempio un webdesigner che realizzerà un sito per dei miei amici.

STORIA NUMERO 2
Lavora dalla Sicilia Carmelo Cutuli, fondatore del social network italiano BizBureau e “visibilissimo” membro di LinkedIn, dove oggi vanta un’agenda smisurata con oltre novecento connessioni di primo grado ed è entrato fra i top trenta della classifica internazionale.
E’ in circuiti come questi (Cutuli è iscritto anche a eCademy, Ryze e BizTribe), affollati da manager di multinazionali, società di consulenza e imprenditori, che lui scambia con altri professionisti proposte di collaborazione o richieste di finanziamento per i propri progetti.
Ma quanto "davvero" serve una presenza così cospicua all’interno di uno o più network sociali per il proprio lavoro?
Il mio amico Thomas Power, manager di BT e fondatore di Ecademy, nel suo e-book 'Networking for Life' consiglia l'utilizzo di più network per
aumentare il numero delle proprie connessioni.
L'utilizzo incrociato di più network sicuramente può avere degli effetti
interessanti ma in realtà non ci sono regole fisse e, come nelle arti
marziali, bisogna trovare la propria 'via' personale all'utilizzo di
queste risorse integrandole nel proprio bagaglio di strumenti lavorativi.
Se mi è stato d'aiuto? Sicuramente! tante volte ... sui social network ci ho ritrovato gli amici di sempre, quelli della prima ondata della New Economy, ho fatto e fatto fare affari e soprattutto ho accresciuto la mia visibilità in
molti ambiti e questo non può che far bene al mio posizionamento
professionale.


STORIA NUMERO 3
Anna Maria Nan Moreno, conosciuta online con il suo nickname, “teagatta”, vive e lavora in Italia ma ha deciso, per curiosità e su invito di un amico, di aderire al network degli itailani nel mondo, Italians Online (IOL, www.italiansonline.net). E da quel momento, confessa lei stessa, “IOL è diventato un appuntamento fisso della mia giornata, che mi ha cambiato in meglio la vita”. E lo spiega snocciolando una sorta di mantra poetico: “Perché ti senti straniera in patria, non hai nessuno con cui parlare delle cose che ami e gli amici di una vita hanno interessi diversi dai tuoi. Perché scopri che la lontananza dall'Italia vuol dire anche non trovare il sale grosso e i biscotti del Mulino Bianco. Perché una ricetta di cucina che per te è scontata evoca a chi è lontano il profumo dell'infanzia.
Perché confrontarsi sui forum ti fa riscoprire le discussioni che si facevano al liceo e rimetti in questione il mondo, gli uomini e il femminismo. Perché una bella litigata sul forum è meglio delle zuffe televisive. Perché ti senti parte di una comunità di persone affini a te come idee e scopi. Perché ti rende più cittadina del mondo o, perlomeno, europea.”
Arianna Dagnino

BOX 1: I PIU’ IMPORTANTI SOCIAL NETWORK SUDDIVISI PER CATEGORIE

Network professionali – per trovare occasioni di lavoro o contatti interessanti

Ryze (www.ryze.com): Uno dei siti pionieri di social network in ambito professionale. Inizialmente focalizzato sulla comunità high-tech, oggi attira liberi professionisti, dirigenti d’azienda, piccoli e grandi imprenditori di ogni settore. Gli iscritti possono raggrupparsi a seconda dei loro interessi professionali, della sede di lavoro, degli attuali o passati datori di lavoro. L’accesso e l’utilizzo del servizio sono gratuiti ma chi sottoscrive un abbonamento ha servizi aggiuntivi che consentono di individuare meglio nuove opportunità di lavoro.

LinkedIn (www.linkedin.com): Basato soprattutto sulla ricerca di opportunità professionali, conta oltre mezzo milione di iscritti di cui 13mila italiani.Si accede – gratuitamente - su invito di un amico o di una conoscenza.

Ecademy (www.theecademy.com): Orientato alla “business people”, è un connettore che suddivide i membri sulla base di macroregioni, fra cui l’India e l’Asia Pacifica. I soci dispongono di un weblog e di una sezione “Eventi”, in cui vengono segnalati tutti gli incontri e i meeting organizzati fra i vari membri nel mondo reale.

BizBureau (www.bizbureau.it): La sua formula lo distingue dagli altri social network, primo perché l’iscrizione richiede il versamento di una quota (non esplicitata sul sito), secondo perché è accessibile solo a professionisti compresi tra I 28 e I 38 anni, terzo perché è presente sia on line che off line. “Il business è fatto di persone, dunque dobbiamo farle incontrare anche intorno a un tavolo, non solo in rete”, dice il suo fondatore, Carmelo Cutuli. Sono stati già attivati 'spot' (incontri tra imprenditori) nelle città di Roma, Palermo, Modena, Pescara, Milano e Catania. “Per partecipare basta contattarci attraverso BizBureau.it”, spiega Cutuli. “proponendosi come socio attivo nelle aree geografiche già coperte oppure come referente regionale o provinciale in quelle scoperte, il resto poi passa al direttivo di Bizbureau”,


Network per stringere amicizie e, magari, trovare un partner

Friendster (www.friendster.com): il più popolare social network americano ad ampio spettro, consente di farsi nuovi amici o cercare un partner attraverso una rete di mutue amicizie e conoscenze. L’accesso è gratuito e aperto a chiunque.

Tribe (www.tribe.net): Si definisce un posto "dove incontrare amici e gente che condivide le tue passioni”. I suoi membri si suddividono in tribù a seconda dei più svariati interessi; così per esempio si trova la “cabala degli sceneggiatori” (attualmente con 165 iscritti) o il “club degli appassionati di cucina asiatica domestica” (con 258 iscritti). E così via per 2443 tribù.

Orkut (www.orkut.com) - Un social network ad ampio spettro, che offer la possibilità di inserire, oltre alla propria biografia, immagini e altre informazioni che aiutino a completare la propria identità.


Network per chi vive all’estero o vorrebbe farlo

ItaliansOnline (www.italiansoline.net): definito “il portale degli italiani nel mondo”, si propone come un comitato di accoglienza per italiani che vanno all'estero, che sognano di andarci o che semplicemente vivono in Italia ma con gli occhi aperti e curiosi di capire cosa succede altrove. Sul sito i membri discutono e si scambiamo opportunità di case e lavoro, ma si incontrano anche offline: aperitivi a Parigi, Amsterdam e Bruxelles, weekend internazionali, attività culturali e sportive, iniziative di solidarietà


BOX 2: IL NUOVO SOCIAL NETWORK DI DADA

E’ appena nato ma conta già migliaia di iscritti il social network italiano
SuperEva.com, lanciato dal Gruppo Dada. Anche qui si entra solo su invito di un amico o di un conoscente, proprio per rispettare la base di fiducia su cui si fondano i rapporti fra gli iscritti.
“Stiamo offrendo un modo per crearsi una propria vita e una propria identità in Rete, amplificandone la portata e consentendo alle persone di arrivare a conoscersi e comunicare fra loro nella maniera più semplice possibile”, spiega Paolo Barberis, presidente di Dada “Naturalmente un tale approccio scardina l’anonimato, perché una volta che fai parte di un ‘trusted network’, cioè di un network di fiducia, non puoi più permetterti di essere un personaggio etereo, virtuale, ma diventi una presenza fisica certificata dal giro dei tuoi amici.”
SuperEva offre, oltre alla “mappa” del network suddivisa per categorie, tutti gli arricchimenti concessi dalla tecnologia online: il weblog, l’album fotografico digitale da arricchire anche inviando immagini via cellulare, condividendo così subito le immagini con altri (Moblog), il proprio profilo personalizzato, la propria rubrica di contatti. Mentre il motore di ricerca di Supereva, “Arianna”, è stato adattato per scandagliare le informazioni contenute in questo arcipelago umano.
Tre le sezioni in cui è articolato il network: una dedicata ai propri amici e familiari, una al lavoro (utile anche per chi cerca un primo impiego) e una alle relazioni amorose (in cui confluiranno anche i 750mila iscritti della comunità di dating online Incontri Supereva): “Ma alla fine saranno gli utenti stessi a creare le loro mappe di relazioni”, dice Barberis, “autoselezionandosi e autocatalogandosi in base ai loro specifici interessi, passioni, amicizie e inimicizie”.





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