E' Mantegna il più grande esperto di econofisica
IL Sole 24 Ore
Arianna
24/3/2005


Cos’hanno a che fare lo studio dei gas e le leggi sulla diffusione dei liquidi con l’andamento dei titoli in borsa? Ben più di quanto si pensi. A sostenerlo sono i ricercatori impegnati a dissodare il terreno di una disciplina che sta facendo sempre più adepti: l’econofisica, cioè lo studio delle oscillazioni dei mercati finanziari attraverso le leggi della fisica (in particolare la meccanica statistica e la dinamica non lineare) per realizzare modelli economici. Un campo di studi che proprio nei prossimi mesi vedrà una ricca serie di appuntamenti dipanarsi a livello internazionale (vedi riquadro).

Uno dei più eminenti esperti in questo nuovo campo di ricerca è l’italiano Rosario Nunzio Mantegna (coordinatore del Dottorato di Ricerca in Fisica Applicata dell'Università di Palermo e membro dell'International Advisory Board dell'European School of Advanced Study on Methods for Management of Complex Systems dell'Università degli Studi di Pavia), coautore insieme a H. Eugene Stanley, professore di fisica alla Boston University (il centro di studi più importante sull’econofisica), del saggio “An Introduction to Econophysics. Correlation and Complexity in Finance”.
Ma soprattutto Mantegna è il responsabile per conto dell'Istituto Nazionale della Fisica della Materia-CNR del progetto “Dinamica di altissima frequenza nei mercati finanziari” approvato dal MIUR all'interno del Fondo speciale per lo sviluppo della ricerca di interesse strategico nel settore "Dinamiche dei sistemi complessi". E proprio in questi giorni è stato invitato dal Sante Fe Institute (New Mexico), il più autorevole centro di studi sulla complessità, a raccontare gli sviluppi di questo progetto.
“Ormai l’econofisica è decollata rispetto agli anni pionieristici e, per quanto mantenga aspetti più prettamente di ricerca, la sua applicazione in ambito finanziario può contribuire a portare un nuovo punto di vista nell'economia”, spiega Mantegna, “la specialità del nostro gruppo è quella di utilizzare I metodi della statistica per affrontare problematiche relative ai sistemi complessi. Nel nostro laboratorio di ricerca, in particolare, ci interessiamo di modellizzazione dei mercati finanziari e dell’analisi empirica dei dati finanziari”. A dire il vero c’è chi, come per esempio Steven Durlauf (ricercatore presso l’Università del Wisconsin e ospite regolare del Santa Fe Institute), è tutt’altro che convinto che la complessità sia un tratto caratteristico dei sistemi economici e, in particolare, di quelli finanziari. Il team capeggiato da Mantegna è invece riuscito ad ottenere risultati che, spiega egli stesso, “dimostrerebbero l’esistenza di una complessità dei mercati finanziari e, perciò, la conseguente utilità di concetti e leggi propri della meccanica statistica per cercare – e trovare – delle regolarità”. In sostanza sistemi complessi come si sono rivelati essere i mercati finanziari sono costituiti da singoli elementi che, interagendo fra loro, innescano fenomeni emergenti i cui comportamenti non sono più riconducibili a quelli dei singoli elementi. “Tanto per fare un esempio di sistema complesso in natura”, dice Mantegna, “l’acqua - come sistema collettivo - ha proprietà emergenti distinte dalle singole particelle che la compongono”.
La marcia in più innestata in questi ultimi anni dall’econofisica è dovuta soprattutto all’enorme mole di dati “ad altissima frequenza” (fino al livello dei singoli ordini e delle singole transazioni) resi disponibili ai ricercatori dal fatto che, a partire dagli anni Ottanta, tutti i maggiori mercati finanziari sono progressivamente diventati elettronici. E’ stato infatti analizzando i dati delle transazioni avvenute su mille titoli nelle Borse statunitensi fra il 1995 e il 1998 che Fabrizio Lillo, J.Doyne Farmer e Mantegna sono stati in grado di evidenziare regolarità statistiche nelle evoluzioni dei prezzi.
“In particolare”, spiega il fisico italiano, “volevamo capire se era possibile ottenere una rappresentazione statistica - cioè determinare se potessero esserci delle regolarità di natura statistica – dell’impatto del prezzo su una singola transazione (quindi a livello microscopico) stilizzando i dati ad altissima frequenza a nostra disposizione”. I ricercatori sono stati in grado di arrivare a definire un’unica curva che descrive l’impatto medio per mille azioni trattate nei mercati Usa: “In questo modo abbiamo verificato che c’è una chiara correlazione fra l’impatto del prezzo e la capitalizzazione; per la precisione, l’impatto del prezzo è maggiore per le azioni meno capitalizzate”.
Tutto ciò però non consente – come spererebbero in molti – di elaborare sofisticati strumenti di previsione degli andamenti dei mercati o dei singoli titoli. “Non saremmo certo stati in grado di prevedere la bolla della net economy né tantomeno il suo scoppio”, dice Mantegna, “Più che nelle previsioni deterministiche – che rappresentano uno degli aspetti più controversi di questa disciplina – i risultati più significativi si ottengono dal punto di vista della caratterizzazione statistica”. E in questo senso, una volta acquisiti, strumenti di questo tipo potrebbero divenire utili anche agli analisti e ai day-trader. “Per ora siamo ancora a livello di ricerca pura”, conferma Mantegna, “ma ci sono effettivamente degli aspetti di visualizzazione e semplificazione dei dati e degli andamenti borsistici che possono essere d’ausilio agli addetti ai lavori. Per esempio, recentemente in un report della Bank of England sulla stabilità dei mercati finanziari sono stati applicati sistemi di selezione dell’informazione economica rilevante e di visualizzazione messi a punto nell’ambito della nostra disciplina”.

Arianna Dagnino





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Fra le interviste ai vari personaggi (da Alberto Alessi a Bruce Mau, da David Graeber ad Angelo Panebianco) ce n'è una anche ad Arianna Dagnino (come sia finita lì è un mistero), in qualità di "musa ispiratrice" :-)


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