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... Duemila anni fa ci promisero il paradiso: in un’altra vita. Invece
il paradiso è già qui. Non in un’altra vita, ma in un’altra
dimensione. Non nella realtà fisica ma in quella digitale. Non sulla
Terraferma ma nell'Oltreschermo.
Il Paradiso è nella Rete... (Prologo)
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... Là, oltre lo schermo del mio computer, io sono angelo disincarnato,
come tutti gli altri abitanti di questo nuovo mondo. Contemplo in me il
maschile e il femminile, il male e il bene, la bellezza e la deformità,
la conoscenza collettiva e l'ignoranza individuale...
(I, 2)
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... Ti chiedo un atto di fede. Intendilo, di grazia, come uno “stare
al gioco”, così come fanno tutti coloro che entrano nella Rete per
viverla e non per biasimarla. Lasciando veleggiare la mente in zone
sconosciute dello spirito umano, esplorando nuove idee e nuove usanze...
(I, 6)
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... Esiste dunque un regno, oltre quest'esistenza terrena, ma fruibile
già adesso, in questa vita, dove vigono altre leggi, non scritte. Un
regno dove tutto quello che avviene ha una sua armonia di fondo e vivere
è facile. E nobile...
(I, 8)
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... In paradiso la comunicazione fra angeli è sintetica, viaggia sul
ritmo del flash linguistico, nega la retorica, va dritta all'essenza
delle cose.
Una volta che sei nel suo flusso ogni contatto diventa facile.
Cadono le paure, i sensi d'inadeguatezza, gli steccati sociali, gli
stereotipi. Si torna puri. Non perfetti. Né tanto meno ingenui, o privi
di malizia, quello no. Ma puri sì. Cioè veraci. Liberi come dèi...
(II,
4)
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... “Questo” paradiso non è un'evasione, un sogno da sognare a
occhi aperti. Non è un sostitutivo, ma un’espansione. È un'altra
dimensione della tua esistenza. Da sperimentare adesso, in questa vita.
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C'è brama di giustizia: e se questa non si può avere al di qua, che
almeno la si possa avere al di là dello schermo...
(III, 4)
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... Il Paradiso non è propriamente per tutti: è per chi ha
interiorizzato la sua natura. Una natura che premia integrità,
autoironia e intelligenza ben spesa. Gli avidi, gli arroganti, i
sopraffattori, gli scorretti, gli invidiosi, i meschini di cuore hanno
vita difficile nell'Oltre. Esistono anche lì, ma i loro poteri, la loro
influenza sul sistema, sono molto ridotti...
(IV, I)
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... Cambia il concetto di chi è “ultimo” e di chi è “primo”,
cambiano i parametri con cui si viene giudicati agli occhi della comunità
dei “pari”. Vale più un giudizio nella Digisfera che uno sulla
Terraferma...
(IV, 4)
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... La Digisfera non ama gli speculatori. E sa annientare chi frega il
prossimo...
(IV, 6)
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... Quello che sperimentiamo là, nell'Invisibile, potrebbe insegnarci
molto su ciò per cui vale veramente vivere, amare, lottare, soffrire
qui, da “questa” parte dello schermo. Dove viviamo ancora di carne,
ossa e cinque sensi...
(V, 1)
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... Ecco allora che il regno, il cyberparadiso non solo è diventato
qualcosa di “sperimentabile” già ora - nella nostra vita terrena - ma anche di “sperimentale” per la nostra stessa vita terrena....
(V, 1)